Frammenti – Fra(m)Menti

Fra(m)Menti

Un’altra notte (parte 1)

Apr
16

  Di nuovo. Gli occhi spalancati, divaricati. Ancora a girarmi e rigirarmi tra le lenzuola, sotto il piumone, con la maglia che diventa come un cappio attorno al mio petto. Attorno alla mia gola.

Che ora potrà essere? Sarà sicuramente presto per cominciare la mia giornata e sarà sicuramente tardi per recuperare quelle ore di sonno che mi servono per poter affrontare al meglio la prossima giornata.

Cosa posso fare? Un’altra tisana? Un’altra camomilla? Un altro film o un’altra puntata della mia serie preferita? No. Rischierei di svegliarla. Per com’è fatta e per quanto mi ama mi starebbe vicino accarezzandomi fino a che non mi addormento tra le sue braccia lasciandola, poi, sveglia.

Sono in un vicolo cieco. Per l’ennesima notte, un’altra notte così. Tra me e me cercando di guardare il soffitto, scrutando gli angoli della stanza e riflettendo sugli sprazzi di luce che entrano e su quello che illuminano. Cosa illumineranno poi? Tutto ha una forma diversa in penombra, sembra addirittura un’altra stanza.

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Il neurone

Mar
30

 Mr. Pig prende il balzo, si aiuta con la ormai lenta rete del suo letto da una piazza e mezzo ed in uno scricchiolio di molle si mette in piedi. Fuori la temperatura non è tanto fredda e, ricordandosi dell’attimo di freddo preso prima nello scoprirsi pensa che forse sono state le coperte a muovere l’aria ed a fargli dimenticare cosa potesse fare lì in quel momento, in quell’attimo di tempo tra i tempi.

La corsa è molto veloce, per quanto possa essere veloce una corsa di una persona appena sveglia che inizia a fare i conti con la sbronza della sera prima. Perché sì, Mr. Pig comincia a ricordare, lentamente. Ed eccolo lì, il primo ricordo di bicchieri alzati poco più su la propria testa e colori, odori e suoni cominciano a mischiarsi come i cocktail della sera prima.

Ma non c’è tempo, non né è rimasto molto!

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Il risveglio

Mar
23

 Ed eccolo lì, sveglio. O quasi. Si guarda intorno e cerca di ricordare, un po’ dove si trova ed un po’ cosa è successo.  Si stiracchia, stende i muscoli provando a riesumare ogni fibra del suo corpo come ogni buon essere umano usa fare inconsciamente ogni mattina. Forse è un gesto che i nostri avi, circa milioni e milioni di anni fa, usavano fare al mattino per ricordare alla tribù chi fosse il capo, chi comandava. Nel caso di Mr. Pig però ( lo chiameremo Mr. Pig più per un fatto di comodità che per il significato stesso ) strozzato. Fermato dal contatto con un altro corpo sdraiato lì accanto a lui. Un corpo che non sa a chi appartiene. Sarà uomo? Donna? Terrestre? Ma intanto è lì, sdraiato su un fianco dandogli le spalle con le coperte che, adagiate su di esso, mostrano una forma gentile e sinuosa. Da sotto le coperte, tra la piega ed il cuscino, per quel poco che fuoriesce, s’intravede una chioma rossiccia e riccia ed un odore strano, tra il dolce e l’acido del sudore, aroma di sesso trapela dalle fessure.

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